Questo era il tema della puntata di "Porta a Porta" andata in onda il 15/1/2003 su Raiuno; le premesse per un attacco sistematico nei confronti dei cartoni animati giapponesi, da sempre comodo capro espiatorio televisivo c'erano tutte, e le attese non sono andate deluse. Non per colpa del conduttore, ma di alcuni degli ospiti...
Non essendo il caso di indulgere nella cronaca dettagliata della serata, ci
limiteremo ai punti fondamentali.
Come anticipato, la puntata aveva come oggetto il nuovo
Codice di Autoregolamentazione che le
principali emittenti nazionali hanno sottoscritto il
29 Novembre 2002, mitigando in parte la sciagurata
proposta di legge del Moige. E
questo è senz'altro un bene. Ma essendovi in sala rappresentanti delle
associazioni più agguerrite contro la televisione in generale, e sul fronte opposto personaggi
televisivi da loro messi sotto accusa - come Enrico Mentana, Alda D'Eusanio e Mara Venier - i cartoni
animati giapponesi - gli unici a non avere un loro difensore - sono diventati un comodo bersaglio...
Tra gli ospiti in studio, citiamo anzitutto il ministro Gasparri:
«importare un po' meno! Ci sono delle
commissioni che controlleranno anche per i cartoni animati per i minori (...) La roba giapponese che
è brutta - non si arrabbi l'ambasciatore giapponese se ci guarda - costa di meno, fa palinsesto:
uno deve fare il bilancio, ci schiaffa dentro quattro cartoni animati...»
...a cui fa eco Clemente Mimun: «(...) c'è una grande offerta ma c'è poca qualità. Secondo: cartoni giapponesi come lei ha ricordato sono oggettivamente meno costosi per il 25% rispetto a qualsiasi patacca americana. Terzo: i quattro grandi gruppi che coprono tutto quanto il pianeta propinandoci questa roba giapponese offrono anche la possibilità di una colonizzazione culturale che è già in atto tra i nostri figli. Spero che non abbiano quella cultura lì ma, insomma, può in qualche misura incidere.»
Nel corso della trasmissione è stato anche mostrato uno spezzone di "One Piece" (segno che il
discorso non si è spostato sui cartoni giapponesi "per caso"), che mostrava una scena di combattimento
particolarmente grottesca.
Interrogato in proposito, Enrico Mentana, uno dei più equilibrati
della serata, rispondeva che «questa scena presa e decontestualizzata fa impressione, è
ovvio, però è anche poco comprensibile, io sono stato bambino quando in televisione si
vedeva "L'Isola del Tesoro" quindi appartengo ad un'altra generazione... Allora la questione è
che evidentemente per noi è tutto diverso. Le proteste vengono dai genitori, non vengono dai
bambini... Ora, non dico che quindi c'è quell'eccesso di preoccupazione di cui parlavo prima,
che è tipico dell'apprensione di un padre e di una madre, ma bisogna anche capire che le cose
sono cambiate.»
Mentana, qui, si ricollegava anche a quanto denunciato da Maria Rita Munizzi,
presidente del Moige, che lo aveva indicato come «il cartone animato che ha vinto, se possiamo dire, il
peggiore gradimento del mese di Dicembre»; perché nel loro forum raccolgono le proteste dei
genitori [o, come diremmo noi, dei "moigenitori", cioè quelli già sufficientemente indottrinati
dal resto del sito, giacché esistono numerose altre associazioni di genitori che raccolgono
l'adesione di quelli - l'ennesima "maggioranza silenziosa" - che non si riconoscono nelle posizioni
estremiste del Moige, ndr]...
Ricordiamo, a proposito di estremismo, che Mentana lamentava il fatto che fosse stato accusato di eccessiva violenza perfino per l'immagine di un bossolo, a terra, circondato col gessetto!... E d'altra parte, lo stesso Gasparri rassicurava sul fatto che la Commissione incaricata di sorvegliare l'applicazione del Codice non agirà come un gruppo di talebani perché altrimenti si fa più in fretta a chiudere del tutto le televisioni...
Una soluzione, quest'ultima, che probabilmente non dispiacerebbe ad Anna Serafini,
imprenditrice, che si vantava di avere la televisione blindata, riservata solo alle videocassette e proibita
completamente ai figli (anche quelli di sedici/diciassette anni); lamentandosi tuttavia dei film
di Spielberg proiettati al cinema, «che riversano violenza anche sui miei figli»...
E verrebbe da chiedersi chi sia quel criminale che dà loro i soldi del biglietto; forse uno
spacciatore?...
«Per esempio il Giappone, che ci rifila, posso dire insomma, cartoni animati bruttini, al di
la del... proprio bruttini», insisteva, lei che ha la televisione blindata, e ad
Antonio Marziale [a cui pure è scappato detto che «il primo telecomando dovrebbero
essere i genitori», come ripetiamo anche noi da sempre, ndr] che sosteneva "Lo Zecchino d'Oro" e
Topo Gigio, faceva eco prendendo a modello Gianni Rodari... A questo punto, forse giova ricordare
alla Serafini ciò
che ebbe a dire proprio Gianni Rodari a proposito dei cartoni giapponesi: «bisognerebbe vedere
oggettivamente, liberandoci dai nostri pregiudizi personali, che cosa è per un bambino l'esperienza
di Goldrake o di Fonzie. Bisognerebbe chiedersi il perché del loro successo, studiare un sistema di
domande da rivolgere ai bambini per sapere le loro opinioni vere, non per suggerire a loro delle
opinioni, dato che noi spesso facciamo delle inchieste per suggerire ai bambini le nostre risposte...
Invece di polemizzare con Goldrake, questa specie di Ercole moderno. Il vecchio Ercole era metà
uomo e metà dio, questo in pratica è metà uomo e metà macchina spaziale,
ma è lo stesso: ogni volta ha una grande impresa da affrontare, l'affronta e la supera.
Cosa c'è di moralmente degenere rispetto ai miti di Ercole?»
Prima di concludere, un doveroso apprezzamento per Mara Venier e
Alda D'Eusanio, che pur nel mirino delle associazioni genitori
(che, interrogate in merito, non hanno spiegato il perché), non si sono dedicate ad un facile
"scaricabarile" nei confronti della vittima di turno; anzi, la D'Eusanio è stata in diverse
occasioni la voce fuori dal coro: suo l'ultimo intervento, in parte sfumato, che alla Munizzi, che
reclamava una televisione a misura di bambino, replicava «...anche di adulto, però»!
Questa la sintesi, senza far torto agli altri ospiti presenti, intervenuti a vario titolo; resta il bilancio di una serata ad alto ascolto in cui un po' tutti hanno potuto sparare sui cartoni giapponesi senza che ci fosse nessuno a rispondere alle accuse. Come ADAM abbiamo scritto alla redazione di "Porta a porta" [trovate la lettera nella pagina "Epistolario", ndw] e abbiamo tentato di metterci in contatto col ministro Gasparri. Nel frattempo, tutti coloro che hanno assistito al programma e che intendono dire la loro sono invitati a farlo tramite il nostro sito.